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Comunicato stampa del sabato 7 agosto 2010
I dentisti che impiantano denti di maiali
Ennesimo allarme choc ai danni della salute dei consumatori: 200.000 casi di impianti dentari con ossa provenienti da animali.
Nonostante le rassicurazioni di Gianfranco Prada, presidente dell’Andi ( Associazione nazionale dentisti italiani) per cui si tratterebbe di pochissimi casi nell’ordine dell’1 o 2% al massimo, ma poi prosegue nella sua analisi con due punti importanti riportati dall’Adnkronos Salute :
bisogna precisare che il consenso informato è una pratica ormai diffusa in tutti gli studi dentistici e che, comunque, non esiste alcuna norma che ci imponga di rilasciare certificazioni scritte. Ma, anche sotto l'aspetto legale, per difendersi da possibili controversie, i dentisti informano sempre i loro pazienti sugli interventi che andranno a effettuare. Quanto all'utilizzo di materiale di derivazione animale, sono anni ormai che questi tessuti sono stati sostituiti da prodotti sintetici, a base minerale, molto più sicuri dal punto di vista del possibile rigetto o dell'incompatibilità fra donatore e ricevente".
La cosa è molto grave, i medici devono farsi rilasciare il consenso informato, ne va della loro professionalità, ma è anche loro interesse per evitare controversie legali con i loro clienti.
Aggiungiamo però che ai clienti va detta la verità circa la provenienza e la qualità del materiale impiegato.
Nel suo intervento sempre ripreso dall’Adnkronos Salute il Dr. G. Prada dice che :
“Fra l'altro, i tessuti animali non sono controllati per quanto riguarda il rischio infettivo, come ad esempio quello legato alla mucca pazza. In altri casi, poi, i dentisti procedono oggi con interventi specifici di rigenerazione del dente del paziente stesso, senza andare a impiantare alcun materiale. Insomma - conclude Prada - l'Italia è oggi all'avanguardia nel mondo in questo settore e gli impianti sono sicuri".
Cose terribili che dimostrano il rischio a cui vanno incontro coloro che inconsapevoli, perchè non messi a conoscenza da quei pochi dentisti che andrebbero radiati immediatamente, una volta accertata la loro malafede, e che dovrebbero pagare i danni potenziali e reali di tali operazioni.
Ringraziamo della notizia uscita dal rapporto del Centro studi di Sic Federanziani, secondo cui si tratterebbe di un milione di pezzi installati su 200.000 persone e provenienti da mucche, pecore, cavalli e maiali, se questi numeri sono poca cosa lasciamolo comunque giudicare agli utenti!
L’allarme si inquadra in un contesto più ampio; la crisi generale comporta anche spostamenti verso i paesi dell’est che offrirebbero impianti dentari a costi molto bassi.
E per risparmiare si chiude un occhio se non due con sindacati che organizzano intere comitive verso tali lidi.
La salute è un bene primario, ricordiamolo, e lo Stato ce la deve garantire con controlli assidui e costanti, noi dobbiamo però essere accorti e non creduloni, se c’è tanta differenza di costo ci sarà un perchè. giusto?
E come facciamo a controllare in certi paesi, con quali garanzie in caso di problemi?
Giuseppe Criseo
Presidente associazione consumatori “www.lagrandefamiglia.com”
e responsabile Lombardia di European Consumers